Formazione duale: numeri in crescita. Il Ministero del lavoro fa il punto su un anno di sperimentazione PDF Stampa E-mail
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Giovedì 20 Luglio 2017 10:45

La via italiana al sistema duale di formazione e inserimento occupazionale dei giovani, lanciata due anni fa dal Governo all’insegna del motto ‘Imparare lavorando’, comincia a dare i suoi frutti. Da gennaio 2016 ad aprile 2017 le imprese hanno attivato 11.732 contratti di apprendistato. Il punto sul nuovo modello di apprendimento che fa leva sull’alternanza scuola lavoro e sull’alleanza tra imprese e centri di formazione professionale è stato fatto il 13 luglio, durante l’incontro ‘Passo dopo passo. Il duale verso la stabilizzazione’ organizzato dal Ministero del lavoro con la partecipazione dei rappresentanti delle regioni, delle parti sociali, degli enti di formazione.

Per Confartigianato è intervenuto Riccardo Giovani, Direttore delle Politiche sindacali e del lavoro, secondo il quale l’istruzione e la formazione professionale sono uno strumento fondamentale per l’occupazione giovanile perché consente di costruire le professionalità più adatte alle esigenze delle piccole imprese. Però – ha sottolineato Giovani – vanno risolti alcuni problemi: serve maggiore coordinamento con le regioni, bisogna superare il gap Nord Sud, modificare alcuni aspetti delle attuali normative ed eliminare intralci di carattere burocratico.

Il Sottosegretario al lavoro Luigi Bobba si è detto convinto che la strada è quella giusta e che va percorsa con decisione: “Ci sono stati 23mila ragazzi che hanno scelto questi percorsi di istruzione e formazione professionale in forma duale. Abbiamo evidenza di circa 12mila contratti di apprendistato e c’è una crescita che continua. Ora se stabilizziamo le risorse, se gli strumenti diventano elementi ordinari e se c’è la convinta adesione delle imprese artigiane come elemento qualificante, potremo avere numeri più importanti e significativi”.

Da parte sua, il Ministro del lavoro Giuliano Poletti ha indicato l’impegno del Governo per sostenere la via italiana al sistema duale: “Io credo che la prima cosa da fare è dare stabilità a queste iniziative, bisogna garantire che continueranno nel tempo perché così le aziende, gli enti, le associazioni sanno di poter contare su questo strumento in maniera stabile e potranno fare investimenti sulla formazione delle persone, sui laboratori, su ciò che serve perché funzionino. Inoltre bisogna migliorare il contesto normativo, ad esempio per definire nuove qualifiche più adeguate al cambiamento del mondo del lavoro. E infine, occorre fare in modo che ci siano più risorse per garantire che i giovani interessati a usare questi strumenti lo possano fare. Noi vogliamo che tutti i giovani che desiderano intraprendere questa strada lo possano fare”.